Shopping compulsivo online? Può capitare allora che, poiché presi dal “click facile”, si acquisti un prodotto o un servizio che, pensandoci poi bene, non era davvero nei nostri programmi o non corrispondente a quanto ci aspettavamo. In questi casi è possibile “ripensarci” ed esercitare il diritto di recesso, ovvero la facoltà, riconosciuta dal Codice del Consumo (art. dal 52 al 59) di restituire il bene acquistato ed ottenere il rimborso del prezzo pagato senza doverne giustificare il motivo e senza pagare alcuna penale. I contratti conclusi su internet rientrano infatti nella fattispecie dei contratti conclusi “a distanza” / negoziati fuori dai locali commerciali del venditore, mentre il diritto di recesso resta escluso quando il contratto è concluso nei locali commerciali del venditore (salvo diversa concessione del venditore stesso).
Prima della conclusione dell’acquisto online, il consumatore deve essere informato in merito al diritto di recesso. Tale diritto può essere esercitato entro 14 giorni in caso di acquisto di un prodotto, oppure dalla conclusione del contratto in caso di acquisto di servizi. Se il venditore non fornisce le informazioni sul diritto di recesso, il termine per esercitarlo si estende a 12 mesi. Se poi il consumatore riceve le informazioni entro i suddetti 12 mesi, può recedere entro i 14 giorni successivi al giorno in cui le ha ricevute. È fatto inoltre obbligo al venditore di informare in merito agli eventuali costi di restituzione del bene e qualora tali informazioni vengano omesse il consumatore non è tenuto al pagamento.
Nel caso di acquisto di servizi finanziari è sempre possibile recedere entro 14 giorni – 30 in caso di assicurazioni vita o pensioni integrative – che decorrono dalla data in cui il contratto è stato concluso o da quella, se diversa e successiva, in cui il consumatore ha ricevuto le condizioni contrattuali. Qualora l’esecuzione del servizio abbia già avuto inizio (ma non si sia ancora conclusa) durante il periodo di recesso e previo consenso del consumatore questi, qualora eserciti la facoltà di recesso, è tenuto ad indennizzare il fornitore per la parte di servizio resa.
Per l’acquisto di contenuti digitali, il diritto di recesso può essere esercitato entro 14 giorni dalla conclusione del contratto, ma se il download o lo streaming hanno già avuto inizio, l’acquisto non può più essere annullato. Il venditore, però, deve aver ottenuto preventivamente il consenso esplicito del consumatore al download o allo streaming immediato, nonché l’espressa rinuncia al diritto di recesso: in difetto, la facoltà di recesso resta garantita. Relativamente alle informazioni preliminari che il venditore di contenuti digitali deve fornire al consumatore, vale la pena ricordare anche quelle in merito alle modalità di utilizzo del prodotto in base all’hardware/software di riferimento e sull’eventuale restrizione geografica all’utilizzo del contenuto, oltre alla facoltà di farne copie per uso privato.
Per esercitare il diritto di recesso, il consumatore può utilizzare i moduli predisposti dal venditore stesso in formato elettronico sul proprio sito, oppure inviare una comunicazione scritta a mezzo della quale dichiara in maniera inequivocabile di voler recedere dal contratto, senza dare spiegazione e senza l’obbligo di pagare alcunché (eccezion fatta per le spese di restituzione del bene se contrattualmente previste). È bene ricordare che, in caso di contestazione, è onere del consumatore dimostrare di aver esercitato il diritto di recesso nei termini di legge e che se lo stesso viene formalizzato mediante comunicazione in formato elettronico è onere del venditore dare conferma della ricezione della comunicazione. Il venditore è obbligato a rimborsare il consumatore entro 14 giorni dal ricevimento della comunicazione del recesso, ma ha facoltà di trattenere le somme corrisposte fino alla restituzione della merce o fino a quando il consumatore non abbia fornito prova della riconsegna del prodotto (che va comunque restituito, integro, entro 14 giorni dalla data in cui si è comunicato il recesso – salvo diverso accordo).
Vale infine la pena di ricordare che:
- Quando si esercita il diritto di recesso, i contratti accessori al contratto di acquisto eventualmente stipulati (ad esempio, un finanziamento per il pagamento rateale) sono risolti di diritto senza sostenere costi;
- Se un venditore intende applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un mezzo specifico di pagamento, la tariffa non può essere superiore al costo da lui effettivamente sostenuto per l’operazione di pagamento. Per i pagamenti con carta di credito è fatto obbligo all’istituto bancario di riferimento di riaccreditare al consumatore le somme eccedenti il prezzo pattuito;
- Quando il consumatore acquista un bene online, ha diritto di scegliere liberamente e consapevolmente se supportare ulteriori costi (ad es. per una polizza di assicurazione accessoria ad un volo aereo): è fatto divieto ai venditori di desumere il consenso facendo ricorso a “caselle preselezionate” durante il processo di acquisto.
(M.R.)
Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015

