Giornata Mondiale del Consumatore 2017: bye bye Roaming!

La notizia interessa tutti, e in particolare quanti si trovano spesso in viaggio in Europa, per lavoro o per diletto. Dal prossimo 15 giugno verrà abolito il roaming, ovvero il sovrapprezzo fino ad oggi necessario per utilizzare le reti estere. Da metà giugno, in pratica, telefonare, mandare messaggi e collegarsi a Internet dai 28 Stati dell’UE costerà come nel paese d’origine.

Come molti provvedimenti europei, non è stato certo facile da adottare, ma alla fine l’Europa muove il passo decisivo verso l’abolizione delle tariffe di roaming e stabilisce il principio che una telefonata da Milano a Roma non deve costare di più se lo stesso utente si sposta a Parigi per chiamare la capitale. Dopo un accordo a tre intercorso tra Parlamento, Consiglio e Commissione europei, l’abolizione del roaming per i consumatori europei, a partire da metà giugno 2017, è assicurata: è stata trovata l’intesa sui prezzi all’ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming.

L’intesa prevede tetti nelle tariffe all’ingrosso, vale a dire quelle pagate tra società telefoniche. Il negoziato ha riguardato proprio questi limiti, che devono essere sufficientemente bassi per permettere alle aziende del paese di origine di offrire il roaming gratuito, ma anche sufficientemente alti per non costringere i paesi ospitanti ad aumentare le loro tariffe nazionali per continuare ad offrire un servizio di qualità. Dalla prossima estate i nostri cittadini, ovunque saranno in Europa, potranno effettuare telefonate, inviare messaggi di testo, navigare su Internet e rimanere collegati.

In base all’accordo, dal 15 giugno 2017 il prezzo all’ingrosso calerà da 50 euro al gigabyte a 7,7 euro al gigabyte. La tariffa è destinata a scendere ulteriormente in maniera graduale. Dal 1° gennaio 2018 sarà di 6,0 euro al gigabyte, fino a calare a 2,5 euro al gigabyte dal 1° gennaio 2022. “E’ un tetto significativamente più basso di quello inizialmente proposto dalla Commissione (8,5/GB), e consentirà comunque alle aziende di investire nelle reti di nuova generazione (5G)”, scrive il Consiglio. “Questo era l’ultimo pezzo del puzzle. Al 15 giugno, gli europei saranno in grado di viaggiare nell’Unione senza tariffe roaming”. Per quanto riguarda la voce, la tariffa massima sarà ridotta dal 15 giugno a 0,032 euro al minuto (da 0,05 euro). Il prezzo del messaggio di testo (l’sms) scenderà da 0,02 euro a 0,01 euro a messaggio.

Ma come cambierà in concreto la spesa degli utenti italiani che si troveranno a usare il telefonino in giro per l’Europa? Indipendentemente dall’operatore prescelto – che sia TIM, Vodafone, Wind o altri – il consumatore non dovrà essere gravato da alcun sovrapprezzo rispetto alle tariffe che utilizza in patria. Ciò non significa che gli operatori non possano comunque intervenire per modificare le condizioni contrattuali applicate nel Paese di origine, così da recuperare i ricavi perduti. Qualcosa, in questo senso, si è già visto la scorsa estate con l’arrivo di variazioni e balzelli su contratti già in essere.

Varrà la pena, dunque, di prestare particolare attenzione agli SMS ed alle mail che perverranno dagli operatori in prossimità della fatidica data: è fatto infatti loro obbligo di informare in anticipo l’utente in merito a future variazioni unilaterali dei piani tariffari. Il consumatore potrà quindi recedere dal contratto senza costi di disattivazione, oppure, nel caso il piano originariamente sottoscritto fosse stato pubblicizzato come immodificabile in futuro, inoltrare reclamo alla compagnia telefonica o, eventualmente e qualora l’operatore non risponda allo stesso entro 30/45 giorni, avviare una procedura di conciliazione paritetica per tramite di Adiconsum.

(P.B.)

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015

 

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