Corte dei Conti UE: non tutelati i diritti dei passeggeri aerei in pandemia

Corte dei Conti UE: non tutelati i diritti dei passeggeri aerei in pandemia

Nella sua relazione speciale 15/2021, la Corte dei conti europea ha confermato (ancora una volta) che i diritti dei passeggeri aerei non sono stati adeguatamente tutelati durante la pandemia da Covid-19.

L’ente ha rilevato che, nonostante le compagnie aeree siano tenute per legge a rimborsare i passeggeri in caso di cancellazione del volo, molte di loro hanno invece imposto l’accettazione di buoni di viaggio, il che costituisce una pratica illecita. In alcuni casi, si legge nella relazione, per incoraggiare i passeggeri ad accettare i voucher in sostituzione del rimborso, le compagnie aeree hanno fatto ricorso a «distribuzione automatica dei buoni, link relativi al rimborso che non funzionavano nei siti internet, accesso limitato o difficoltoso alle informazioni sui diritti al rimborso»

La Corte ha inoltre criticato il fatto che le compagnie aeree e gli operatori turistici abbiano ricevuto aiuti di Stato per miliardi di euro, senza però che questo sostegno fosse subordinato al rimborso dei passeggeri. Tanto fatto, insomma, per gli operatori del settore, troppo poco per i milioni di cittadini europei che si sono visti cancellare un viaggio.

Ancora i passeggeri sono stati costretti ad accettare i voucher, senza essere sempre protetti in caso di fallimento della compagnia, si sono visti rimandare più volte la data del rimborso del buono e comunque non sono stati rispettati i tempi previsti dalla normativa: 7 giorni per essere rimborsati se si è acquistato il solo biglietto aereo, 14 giorni per i pacchetti turistici.

Inoltre la Corte ha constatato che i passeggeri titolari del solo biglietto aereo che erano in attesa di rimborso «si sono trovati a dover contattare sia la compagnia aerea che l’intermediario (tramite cui l’avevano acquistato), nessuno dei quali si riteneva responsabile del rimborso del biglietto. Ci sono stati anche esempi di casi in cui ognuna delle due parti consigliava ai passeggeri di contattare l’altra, con la conseguenza che questi venivano “rimbalzati” dalla compagnia aerea all’agenzia di viaggio e viceversa».

Tutte situazioni che anche come Adiconsum Emilia Romagna abbiamo più volte denunciato.

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