Sono emessi da Cassa depositi e prestiti, garantiti dallo Stato e esclusiva di Poste Italiane. Le due principali tipologie sono i libretti e i buoni fruttiferi postali.
LIBRETTI POSTALI
Strumenti finanziari che riconoscono annualmente interessi sulla base della giacenza media. Vi possono essere “appoggiati” buoni postali, polizze, titoli venduti da Poste.
- Libretto ordinario: ha associata una “Carta libretto” che può essere utilizzata come carta prelievo presso gli ATM Postamat. Non ha costi di gestione e commissione, esclusi gli oneri fiscali.
- Libretto smart: utilizzabile online e tramite app dedicata, permette di ricevere bonifici e sottoscrivere buoni fruttiferi dematerializzati.
BUONI FRUTTIFERI POSTALI
Strumenti finanziari di investimento sul medio-lungo termine con le seguenti caratteristiche:
- sono garantiti dallo Stato e hanno la stessa aliquota fiscale agevolata sugli interessi dei titoli di stato (12,50%);
- possono essere rimborsati in qualsiasi momento;
- il valore di rimborso non è mai inferiore al capitale iniziale;
- non danno cedole;
- i titolari di libretto possono sottoscriverli anche in forma dematerializzata.
Le tipologie attualmente a disposizione:
- Buono ordinario: a tasso fisso (cioè con valore di rimborso futuro già previsto quando lo si sottoscrive), con durata massima di 20 anni. Gli interessi maturano dal secondo anno, ogni bimestre e vengono capitalizzati annualmente per poi essere corrisposti al momento della richiesta di rimborso;
- Buono 3 anni plus: a tasso fisso, con durata massima 3 anni. Riconosce gli interessi solamente a scadenza;
- Buono per i minori: a tasso fisso, scade al compimento del diciottesimo anno di età.
RISCHI E CONTENZIOSI
Il principale rischio legato ai buoni postali, in particolare quelli in forma cartacea, è di “dimenticare” la data di scadenza: 10 anni dopo il titolo va in prescrizione non può più essere riscosso. La forma dematerializzata supera questo problema venendo rimborsata regolarmente sul conto o libretto postale.
Va inoltre detto che nonostante la sicurezza insita nell’investimento in buoni postali, sono attualmente in corso diversi contenziosi legati al fatto che Poste Italiane si sta rifiutando di rimborsare gli interessi dovuti per le vecchie serie.
IL CASO DEI BUONI POSTALI SERIE Q/P
Poste Italiane non riconosce pienamente i rendimenti dei buoni fruttiferi postali della serie Q, emessi nel periodo compreso fra il 1 gennaio 1987 e il 23 giugno 1997 utilizzando i moduli delle serie precedenti “corretti” con un semplice timbro.
Peccato che questo timbro, che intendeva correggere i tassi di interesse (più alti) riportati sul retro dei buoni, si fermi al 20° anno e nulla dica, invece, per il periodo che va dal 21° al 30° anno di possesso.
L’Arbitro bancario e finanziario, che Adiconsum Emilia Romagna ha interpellato circa quali fossero i tassi da applicare dal ventesimo anno, ha confermato il legittimo affidamento dei cittadini sulla validità dei tassi di interesse riportati sui buoni e, dunque, dichiarato Poste tenuta al pagamento in favore dei ricorrenti degli importi calcolati sulla base delle condizioni riportate sul retro dei titoli, oltre al pagamento delle spese di procedura.
Se anche tu hai dei buoni postali della serie Q/P, possiamo aiutarti! Contatta le nostre sedi territoriali oppure scrivici utilizzando questo modulo di contatto:
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