Il prezzo applicato alle forniture di luce e gas, per la sola materia prima, viene determinato da due borsini distinti dove si stabiliscono i relativi prezzi: il PUN (prezzo unico nazionale) per l’elettricità e il PSV (punto di scambio virtuale) per il gas.
Gli attori principali nella determinazione del prezzo dell’energia sono soggetti pubblici come ARERA (Autority di regolamentazione), GSE (gestore del servizio energetico – energia rinnovabile) e GME (gestore dei mercati energetici) collegati al Ministero delle Finanze e soggetti privati. Quest’ultimi sono le società fornitrici che possono fare offerte a prezzo fisso o variabile. Nell’offrire un prezzo variabile applicano i parametri dei borsini sopra riportati con l’aggiunta di uno spread (il loro guadagno).
Ad oggi ci sono pochissime offerte a prezzo fisso, in particolare per l’energia elettrica. Discorso diverso può valere per il gas in quanto quest’ultimo è stoccabile, a differenza dell’energia elettrica, e quindi nel momento in cui una società fornitrice si aggiudica un buon acquisto di gas ad un prezzo concorrenziale potrebbe stoccarlo ed utilizzarlo per abbassare i prezzi delle successive forniture.
Ad ogni modo il prezzo principalmente proposto in questi mesi per i nuovi contratti di energia elettrica e gas è un prezzo variabile, generalmente così composto: PUN + spread oppure PSV + spread.
Il PUN ed il PSV sono facilmente reperibili su internet, vi diamo però un’idea dell’andamento del costo dell’energia con lo schema che segue:
Per valutare un contratto di energia è pertanto necessario valutare lo spread applicato. Se si tratta di un prezzo variabile questo non può essere influenzato dalle decisioni del fornitore perché questi avrà a riferimento gli indici PUN e PSV. Ma lo spread può fare la differenza. Se un fornitore propone un prezzo variabile con spread a 0.12€/Kwh o 0.12€/Smc farà la sua differenza rispetto ad altro che propone un prezzo variabile con spread a 0.012€/Kwh o 0.012€/Smc.
I prezzi relativi ai costi di commercializzazione di vendita sono generalmente abbastanza allineati in quasi tutti i contratti e sono espressi in misura annua, ad esempio 114€ per 12 mesi per punto di fornitura. I costi invece relativi ad oneri di sistema, distribuzione e gestione del contatore non sono nella libera determinazione del fornitore privato ma determinati da ARERA.
In definitiva è fondamentale leggere le condizioni contrattuali e non affidarsi alla telefonata commerciale che magari rende accattivante il prezzo proposto parlando di “media” o facendo riferimento a valori non più attuali.


