Mutui: che cosa è la rinegoziazione obbligatoria?

Mutui: che cosa è la rinegoziazione obbligatoria?

Moltissime famiglie si sono rivolte ai nostri sportelli preoccupati per la difficoltà nel far fronte a rate dei mutui sempre più elevate perché legate ad un tasso variabile. Nel confronto con Banca di Italia, Adiconsum ha posto l’attenzione al tema della  rinegoziazione dei mutui, alle modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali e alle difficoltà  di accesso ai mutui da parte dei giovani.

I tassi di interesse variabili dei mutui sono collegati all’inflazione che potrebbe ridursi attestandosi attorno al 2% nel periodo però di 3 anni. Mentre attualmente continuiamo ad assistere ad un’inflazione elevata del 8,3% ad aprile. I 7 rialzi dei tassi da parte della Bce per complessivi 3,75 punti percentuali, hanno condotto ad un aumento dei tassi dei mutui a tasso variabile e, per la prima volta da diversi anni ad un differenziale dei tassi tra i mutui a tasso fisso e variabile. A giugno 2022 la maggioranza dei mutui era a tasso fisso, solo il 32% era a tasso variabile ( di cui il 15% con cap). Attualmente per i nuovi mutui c’è una prevalenza del tasso variabile sul tasso fisso, a conferma del fatto che l’aspettativa va verso una possibile riduzione dei tassi di interesse nel medio periodo.

La situazione sopra descritta porta ad un aumento  delle  rinegoziazioni di mutui e modifiche unilaterali da parte delle banche, che ha evidenziato un conseguente aumento delle segnalazioni pervenute alla Banca d’Italia in merito alle rinegoziazioni tra il 2022 e inizio 2023 ed invece una riduzione delle stesse per quanto concerne le modifiche unilaterali.

Adiconsum ha fatto notare che sono molti i mutuatari in difficoltà a causa dell’aumento dei tassi di interesse, e molti sono quelli che richiedono alle banche una rinegoziazione del mutuo, in particolare richiedendo una riduzione del tasso d’interesse o un allungamento della durata del mutuo, allo scopo naturalmente di ridurre la rata. A tali richieste tuttavia il sistema bancario risponde con una certa rigidità, che comporta in molti casi il rifiuto della richiesta di rinegoziazione o quantomeno tempi molto lunghi per il suo ottenimento. Anche per la rinegoziazione “obbligatoria” da tasso variabile a tasso fisso prevista dalla legge di bilancio 2023, le banche rispondono spesso proponendo loro prodotti  invece che concedere quanto previsto dalla legge. 

La rinegoziazione obbligatoria è possibile in base alle legge 197/2022 sino al 31/12/2023 per i mutui di acquisto/ristrutturazione prima casa contratti prima di gennaio 2023, di importo originario non superiore a 200.000€ e l’ISEE del nucleo famigliare inferiore a 35.000€. Inoltre i pagamenti devono essere regolari al momento della richiesta di rinegoziazione. La rinegoziazione si basa sulla richiesta di passaggio da tasso variabile a tasso fisso. 

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