Caso Stockisti: quali conseguenze per i consumatori?

È di pochi giorni fa la notizia dell’oscuramento del noto portale di e-commerce Stockisti per evasione fiscale: un’ indagine della Polizia Postale e dell’Agenzia delle Dogane ha infatti rivelato che dietro ai supersconti su smartphone, tablet e affini si nascondeva un articolato sistema di evasione dell’IVA, stimato in oltre 50 milioni di euro al momento del sequestro. Cosa succede dunque ora al consumatore che ha acquistato su Stockisti (o sul sito gemello Console Planet)?

Preme innanzitutto sottolineare che in nessun modo chi ha acquistato e ricevuto prodotti da Stockisti dovrà rispondere per aver “contribuito ad evadere le tasse”, anche se fattivamente l’azienda non ha versato l’IVA per quella specifica transazione.

Più spinosa è invece la questione per chi ha fatto acquisti di recente (poco prima dell’intervento delle Forze dell’Ordine) e non ha ancora ricevuto i prodotti, o ancora, sul versante garanzia. I primi dovrebbero sapere innanzitutto che l’autorità giudiziaria ha posto sotto sequestro il sito, non la società: la società Ellesse S.r.l. che ha in concessione dalla maltese Stk Europe Limited il marchio in causa, è, infatti, ancora operativa, proprio per garantire la consegna degli ultimi acquisti effettuati sul portale. La prima opzione a disposizione del consumatore fresco d’acquisto, dunque, è di attendere – e attendere anche oltre i tempi di consegna, normalmente brevissimi, garantiti dal sito: il Codice del Consumo dà 30 giorni per la consegna del bene. Scaduto tale termine è possibile mettere in mora l’azienda e chiedere la risoluzione del contratto.

La seconda opzione a disposizione del consumatore è invece quella di scegliere di recuperare quanto pagato e, di conseguenza, rinunciare al prodotto acquistato. In particolare, se l’acquisto è stato effettuato con carta di credito è possibile attivare la procedura c.d. di charge back rivolgendosi all’istituto di credito emittente la carta; se si è invece pagato tramite Paypal è possibile rivolgere reclamo alla piattaforma di pagamento ed ottenere il rimborso.

Per quanto riguarda il capitolo garanzia dei prodotti, vale quanto detto pocanzi in merito all’effettivo intervento dell’autorità giudiziaria: la società che gestiva Stockisti (e Console Planet) resta operativa nonostante il sequestro del sito, dunque dovrebbe tener fede a tutti i doveri posti a suo carico dal Codice del Consumo (ad esempio, occuparsi della riparazione e/o sostituzione dei prodotti difettosi). In via alternativa – ed in subordine – ci si potrebbe rivolgere al produttore, ma per il caso specifico è molto meno scontato che, come da prassi, la richiesta produca gli effetti sperati: dipende dagli accordi stipulati tra il produttore e Stockisti per la messa in vendita sul sito e potrebbero esserci problemi relativamente ad i prodotti importati e non venduti ufficialmente in Italia (ad esempio, le varianti dual sim di alcuni famosi smartphone). Per questo motivo Adiconsum, per tramite del Centro Europeo Consumatori, ha attivato una collaborazione transfrontaliera con i colleghi di Malta per verificare se alcuni problemi siano risolvibili, in garanzia, con la casa madre.

(M.R.)

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *