Sottoscrivere un’obbligazione significa diventare creditore della società emittente. Si tratta quindi di titoli di credito che ti danno diritto a venire rimborsato a scadenza del capitale investito (o ancora: “prestato” all’azienda), aumentato di interessi.
TIPI DI OBBLIGAZIONI
Le obbligazioni si distinguono in:
- ordinarie, che possono a loro volta essere a tasso fisso oppure a tasso variabile;
- strutturate, più complesse, che combinano l’obbligazione ordinaria con un contratto derivato – che quindi fa dipendere il ricavo dell’investitore dall’andamento di un sottostante.
I RISCHI DELLE OBBLIGAZIONI
Le obbligazioni sono soggette a diverse tipologie di rischio:
- rischio di interesse, legato alla possibilità che il prezzo del titolo diminuisca a seguito di aumento dei tassi di interesse;
- rischio emittente, legato alla possibilità che l’emittente non restituisca la somma investita a scadenza: è stato il caso delle obbligazioni subordinate emesse da Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di risparmio della Provincia di Chieti, Cassa di risparmio di Ferrara, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e loro controllate per cui è stato istituito il Fondo Indennizzo Risparmiatori;
- rischio di liquidità, legato alla difficoltà di vendere rapidamente e senza perderci le obbligazioni prima della scadenza;
- rischio di cambio, legato alle variazioni dei rapporti di cambio nel caso si detengano obbligazioni espresse in valuta diversa da quella italiana.
Più in generale va sempre tenuto presente che sicurezza e rendimento sono normalmente concetti antitetici: obbligazioni con rendimenti elevati comporteranno rischi ben più elevati rispetto a obbligazioni a basso rendimento (es. titoli di stato).
Realizzato con fondi L.R. 4/2017 anno 2021
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