Tutte le bugie delle agenzie di recupero crediti

Anche tu sei afflitto dalle continue telefonate da parte delle agenzie di recupero crediti, le cui chiamate intimidatorie contribuiscono a far vivere in una situazione di perpetua ansia per debiti anche solo di importo irrisorio? Ricorda sempre che ogni attività di recupero crediti deve avvenire nel rispetto della dignità personale del debitore! Gli accertamenti del Garante per la Privacy hanno messo in luce l’esistenza di prassi in alcuni casi decisamente invasive. Di seguito alcune accortezze da tenere bene in mente quando si ha a che fare con queste società di recupero crediti.

  1. Numero visibile  La società di recupero deve sempre contattare l’interessato da un numero visibile. Al contrario, vengono spesso segnalati casi di telefonate da numeri anonimi.
  2. Obbligo di informazione  Quando la società di recupero contatta il debitore deve sempre presentarsi e riferire immediatamente per conto di chi sta telefonando e per quale credito. È diritto del debitore conoscere il nome dell’operatore, della società di recupero crediti e del creditore per il quale si sta tentando il recupero.
  3. Divieto di false dichiarazioni e condotte ingannevoli  Le società di recupero crediti non possono riferire al debitore informazioni false e ingannevoli al solo fine di intimorirlo. In particolare, i soggetti incaricati al recupero non possono minacciare azioni o iniziative legali sproporzionate, puramente fantasiose o vessatorie.
  4. Stalking  – Gli incaricati del recupero crediti devono attenersi con scrupolo alle norme riguardanti l’incoercibilità psichica e fisica personale. Ciò vuol dire che essi non possono contattare il debitore in orari irragionevoli, con frequenza superiore al dovuto e in luoghi inadeguati.
  5. Segnalazione come cattivi pagatori – Spesso le società di recupero crediti minacciano l’iscrizione del debitore nella banca dati di Crif o Experian o CTC. Ciò è possibile solo se il debito è stato contratto con una banca o una finanziaria. Negli altri casi, invece (per es. società telefoniche, fornitori elettrici, pay tv ecc.) non è possibile alcuna segnalazione. 
  6. Comunicazione a terzi – Le società di recupero crediti non possono comunicare informazioni sui mancati pagamenti a soggetti diversi dal diretto interessato. Così l’operatore telefonico non può rivelare le ragioni della telefonata ai familiari, ai colleghi di lavoro o ai vicini di casa del debitore, specie se con lo scopo di esercitare pressione su quest’ultimo.
  7. Avvisi di mora – È vietata l’affissione, ad opera di incaricati del recupero crediti, di avvisi di mora (o di sollecitazioni di pagamento) sulla porta del debitore, potendo tali dati personali venire a conoscenza di una serie indeterminata di soggetti con conseguente diffusione illecita di dati personali. Per la stessa ragione sono vietati i messaggi lasciati nella segreteria telefonica, le cartoline postali o i plichi recanti all’esterno la scritta “recupero crediti” (o locuzioni simili).
  8. Dati personali   I dati dell’interessato devono essere cancellati una volta che la pratica si è conclusa e le somme dovute sono state recuperate.
  9. Recupero crediti domiciliare  – Gli incaricati del recupero crediti possono recarsi presso l’abitazione dell’interessato, ma devono adottare tutti gli accorgimenti necessari per evitare la lesione della privacy e della dignità di quest’ultimo. In ogni caso è diritto del debitore non aprire e rifiutarsi di comunicare con loro. È severamente vietata, infatti, agli incaricati la violazione del domicilio dell’interessato cioè l’introdursi nell’abitazione di quest’ultimo senza il suo consenso. Attenzione: tali incaricati non sono pubblici ufficiali, non sono ufficiali giudiziari, ma semplici privati cittadini, incaricati di un recupero credito e delegati da società private. Pertanto non avete alcun obbligo nei loro confronti.
  10. L’approccio amichevole per ottenere informazioni – Ecco, nella nostra esperienza quando chiama il recupero crediti e fa la voce grossa, di norma ha poche armi a disposizione per aggredire la vostra posizione. Altre volte l’approccio amichevole, è mirato a ottenere informazioni per migliorare le possibilità di recupero del credito. Ad esempio, richieste sul nominativo del datore di lavoro, o di inviare la propria busta paga, potrebbero essere mirate a sapere dove lavoriamo per procedere con un pignoramento dello stipendio. Lo stesso vale per i garanti, molto spesso meno allertati. Si richiedono informazioni su eventuali conti correnti, o sullo stipendio/pensione, per ottenere dati sufficienti per il pignoramento. In sostanza, non date informazioni personali se non per lo stretto necessario!
  11. Un saldo e stralcio con la sorpresa finale – In questo caso vanno distinti comportamenti positivi da possibili raggiri. Molto spesso le finanziarie pur di chiudere la posizione insolvente accettano pagamenti parziali per chiudere l’intera posizione, ma l’agente di recupero crediti scorretto, racconta al cliente che la somma servirà per fare il saldo e stralcio. Facendosi gioco della buona fede del cliente non rilascia nessuna ricevuta in tal senso e i soldi versati vengono imputati a una riduzione solo parziale del debito. Il debitore a volte fa sforzi sovrumani per trovare questa cifra, pensando in questo modo di chiudere la posizione. A distanza di qualche mese si presenta però una nuova agenzia di recupero crediti chiedendo la differenza. Prima di chiudere un saldo a stralcio, chiedete quindi sempre un documento scritto su carta intestata della società finanziaria, o meglio fatevi assistere dalle associazioni consumatori. Si tratta di una truffa, ma una volta pagato senza nessun documento a testimoniare la nostra buona fede, è molto difficile se non impossibile dimostrare le proprie ragioni.

(P.B.)

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015

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