Sviluppo sostenibile: come va in Emilia-Romagna

Sviluppo sostenibile: come va in Emilia-Romagna

La nostra Regione risulta in cima a quasi tutte le classifiche a livello nazionale circa gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Da quanto emerge dal rapporto I territori e lo sviluppo sostenibile 2023 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e riportato dal Resto del Carlino, tra il 2010 e il 2022 sono stati fatti progressi in diversi settori.

Per quanto riguarda la salute, ad esempio, si riducono i consumatori di alcol a rischio (-6,1%) e la mortalità infantile (-1,0 morti ogni 1.000 nati tra il 2010 e il 2020). Progressi si notano anche per quanto riguarda l’istruzione: aumenta la formazione continua (+4,9%) e la quota di laureati (+12,1%). Aumenta anche l’efficienza energetica (+14,6% tra il 2012 e 2021).

Sul lavoro diminuiscono sia il tasso di infortuni mortali ed inabilità permanenti (-40,6% tra il 2010 ed il 2021), sia la quota di Neet, ossia i giovani che non studiano e non hanno un impiego (-3,0%). Aumentano le famiglie collegate alla banda larga (+37,3%) e la percentuale di spesa in ricerca e sviluppo in rapporto al Pil ( 0,7 punti percentuali tra il 2010 e il 2020).

In tema di ambiente, aumenta la raccolta differenziata dei rifiuti (+24,5%) e diminuiscono leggermente i rifiuti urbani pro-capite (-5,3%).

Peggiora, invece, l’indice legato al consumo di suolo (da 102,8 a 105,8 tra il 2012 e il 2022). Altro dato significativo, è quello legato all’aumento della povertà assoluta a livello di ripartizione Nord-Est (pari all’8,8% nel 2022) e la povertà relativa (pari al 5,6% nel 2022).

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