Decreto rilancio: modificata la previsione sui voucher “obbligatori”, ma è abbastanza?

Decreto rilancio: modificata la previsione sui voucher “obbligatori”, ma è abbastanza?

Con l’ok del Senato arrivato nella giornata di ieri 16 luglio, è ormai prossima l’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Rilancio che, tra le tante novità e misure introdotte, modifica l’odiatissimo art. 88 bis della legge di conversione del precedente Decreto “Cura Italia”, ovvero la previsione dei voucher “obbligatori” per i viaggi annullati in ragione dell’emergenza epidemiologica.

Cosa cambia?

La nuova legge prevede un’estensione alla validità dei voucher che passa da 12 a 18 mesi con rimborso garantito in caso di mancato utilizzo entro questo termine di validità (ridotto a 12 mesi per contratti di trasporto).

L’utilizzo dei voucher è stato inoltre reso più flessibile, con la previsione della possibilità di acquistare con lo stesso anche servizi resi da altro operatore a condizione che faccia parte dello stesso gruppo societario.

Infine sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2020 e 1 milione di euro per il 2021 per la costituzione di un fondo presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che indennizzerà i consumatori titolari di voucher non utilizzati entro la scadenza qualora non vengano rimborsati dall’operatore turistico o del vettore perché in stato di insolvenza o fallimento.

È abbastanza?

Certamente si tratta di un passo avanti rispetto alla vecchia previsione e senz’altro sono state recepite le raccomandazioni di Commissione Europea e successivamente Antitrust sui miglioramenti da apportare ai voucher. L’Esecutivo europeo aveva suggerito che i voucher dovessero essere accompagnati dal diritto alla conversione in rimborso in denaro in caso di mancato utilizzo e da una copertura assicurativa per il possibile fallimento del tour operator o del vettore. La bontà di quest’ultima, che nella nostra legge di conversione è appunto di “stampo ministeriale”, sarà da valutare quando verrà reso disponibile il regolamento di attuazione del fondo. Al momento quel che si legge è che “l’indennizzo è riconosciuto nel limite della dotazione del fondo”. Insomma qualcuno potrebbe restarne escluso.

Meglio che in passato, dunque, ma continua a mancare la correzione “macro”, ovvero il ripristino del diritto dei consumatori a scegliere tra voucher e rimborso. Non pare dunque la nuova previsione sia sufficiente ad eliminare la violazione dei diritti del viaggiatore stabiliti dalle normative europee che è valsa all’Italia una doppia procedura di infrazione.

La partita “viaggi e Covid-19” resta, insomma, ancora aperta.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2018