Tassa rifiuti: spunta un’altra condotta illegittima

Tassa rifiuti: spunta un’altra condotta illegittima

Un’interrogazione parlamentare discussa qualche giorno fa in Commissione Finanze, ha fatto emergere l’ennesima condotta illegittima dei Comuni nel calcolo delle tariffe della tassa rifiuti: si tratta della moltiplicazione della c.d. quota variabile, che varia in base al numero dei componenti del nucleo familiare e ha lo scopo di parametrare la tariffa sulla base della capacità di produrre rifiuti da parte di chi abita l’immobile.

La Tari, ultima versione della tassa rifiuti, si basa su due parametri: la c.d. quota fissa, che viene misurata in euro per metro quadrato, e, appunto, quella variabile, che dipende dal numero degli occupanti. Ebbene, la procedura di calcolo basata su regola nazionale, imporrebbe di applicare la quota variabile una sola volta anche se l’immobile è dotato di garage o altre pertinenze, ma in molti Comuni italiani la stessa viene invece ripetuta. Come se il possedere un box auto aumentasse la capacità di una famiglia di produrre rifiuti! Il risultato, prendendo ad esempio una famiglia di quattro componenti, è che si finisce per pagare anche il 70% in più all’anno rispetto a se il calcolo fosse corretto.

Va anche ricordato che, relativamente alle pertinenze, è altresì illegittima la tassazione delle stesse come “utenze non domestiche”, dunque l’applicazione di una quota variabile aggiuntiva ma diversa rispetto a quella applicata all’immobile.

Anche in questi casi, come in passato per l’errata applicazione dell’IVA, ricorsi e richieste di restituzione di quanto indebitamente corrisposto possono andare indietro cinque anni. Rivolgiti alla sede Adiconsum a te più vicina.

(M.R.)

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015

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