Decreto Sostegni: come funziona lo stralcio delle cartelle esattoriali

Decreto Sostegni: come funziona lo stralcio delle cartelle esattoriali

Sono tre le principali misure fiscali contenute nel Decreto Sostegni – Decreto Legge 22 marzo 2021, n. 41 – fresco di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale:

  • La cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 5.000 euro del periodo 2000-2010 per soggetti con reddito inferiore a 30.000 euro;
  • La definizione agevolata degli avvisi bonari sui periodi di imposta 2017 e 2018 per i soggetti che hanno subito un calo del volume di affari del 30% rispetto al 2019;
  • La proroga della sospensione delle attività di riscossione coattiva fino al 30 aprile.

Come funziona il condono?

Sarà necessario attendere un decreto attuativo del Ministero dell’Economia e delle Finzanze, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrate in vigore della legge di conversione del Decreto Sostegni per i dettagli e le esatte tempistiche dell’annullamento.

Nelle more è sospesa la riscossione di tutti i debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 di importo residuo fino a 5 mila euro, calcolato al 23/03/2021 (data di entrata in vigore del decreto), e sono sospesi i relativi termini di prescrizione.

I requisiti per accedere allo stralcio delle cartelle

L’annullamento è riservato

  • ai debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, che, alla data di entrata in vigore del “Decreto Sostegni”, hanno importo residuo fino a 5 mila euro (comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni);
  • Alle soggetti che hanno percepito un reddito imponibile fino a 30.000 euro nel 2019.

Debiti esclusi

Non verranno stralciati i carichi inerenti a:

  • debiti relativi alle “risorse proprie tradizionali” dell’Unione Europea e all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea ovvero da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

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