Criptovalute: maxi truffa scoperta dalla Guardia di Finanza

Criptovalute: maxi truffa scoperta dalla Guardia di Finanza

Veniva spacciata come la prima criptovaluta globale e davvero trasparente, promettendo guadagni stellari per chi si fosse unito al programma piramidale di promozione e diffusione della moneta virtuale e dei pacchetti di formazione ad essa collegati.

L’operazione del Nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza ha portato alla denuncia per il reato di truffa di cinque persone, residenti nelle province di Trento, Padova e Viterbo, sanzioni amministrative per oltre due milioni di euro, nonché al sequestro di sette siti web e di quasi 100 pagine social tramite cui veniva offerta la criptovaluta in questione, denominata OneCoin.

Il meccanismo di raggiro, che faceva capo ad una società italiana e due società estere, vedeva i promotori proporre sul web, sui social o con il più tradizionale “passaparola” una serie di corsi formativi in materia finanziaria ai quali erano abbinati dei pacchetti di criptovalute, che gli acquirenti acquistavano a partire da 100 euro. I corsi formativi servivano per istruire gli acquirenti sul meccanismo di proposta di OneCoin e per indurre gli acquirenti a reclutare altre ignare vittime da truffare. La promessa era quella di «guadagnare ancora di più iscrivendo nuovi membri e fornendo loro assistenza (fungere da sponsor)» giacché l’azienda «distribuisce in forma di provvigioni l’85% delle entrate derivanti dalla vendita dei pacchetti di formazione da parte dei membri. In questo modo sussiste la possibilità di guadagnare molto di più: fino a € 5.000,00 al giorno e € 35.000,00 alla settimana».

Peccato che le indagini della Guardia di Finanza abbiano rivelato che mancavano persino le strutture fisiche e gli algoritmi di calcolo necessari alla produzione e promozione delle valute elettroniche…