Buoni postali Q/P: recuperati altri 115.000 euro da Adiconsum Bologna e Adiconsum Romagna

Buoni postali Q/P: recuperati altri 115.000 euro da Adiconsum Bologna e Adiconsum Romagna

Rendimenti pari a 96.000 euro (a fronte di un investimento di 12.000.000 milioni di vecchie lire, invece dei 51.000 euro già riscossi) e 8.000 euro (per un investimento di 1.000.000 milioni di vecchie lire, invece dei 2.891 euro già riscossi) è il risultato ottenuto da due cittadini bolognesi, assistiti da Adiconsum Area Metropolitana Bolognese dopo il ricorso contro Poste Italiane che non voleva riconoscere pienamente i rendimenti indicati sul retro dei titoli. E ancora: un risparmiatore riminese possessore di due vecchi buoni fruttiferi del 1988 ha ottenuto maggiori interessi per 15.000 euro grazie ad Adiconsum Romagna. Questi gli ultimi successi delle nostre sedi territoriali sul versante dei buoni fruttiferi postali della serie Q/P.

Caterina Vinci,
Adiconsum Area Metropolitana Bolognese

La questione giuridica sottoposta all’esame dell’Arbitro Bancario e Finanziario dall’Associazione consumatori della Cisl concerne le condizioni di rimborso dei buoni. L’intermediario collocatore – Poste Italiane – ha, all’atto dell’emissione, utilizzato un modulo cartaceo della vecchia serie «P» quando risultavano in collocamento i buoni della serie «Q». A ciò si aggiunge l’emanazione del D.M. 13/6/1986,che stabilisce che i tassi di tutte le serie precedenti siano , a decorrere dal 1/1/1987 , convertiti ai tassi della serie «Q».

“I buoni fruttiferi oggetto del ricorso – chiarisce Caterina Vinci, referente di Adiconsum Area metropolitana bolognese – risultano essere stati emessi in epoca successiva all’emanazione del decreto ministeriale e, dunque, in un momento in cui la serie P non era in corso. Sui buoni è stato quindi apposto un timbro recante l’indicazione della serie Q e dei nuovi rendimenti sul retro, ma unicamente prendendo in considerazione il periodo che va dal 1° al 20° anno di possesso, senza nulla prevedere invece per il periodo che va dal 21° al 30° anno”.

Ecco quindi che l’Arbitro Bancario e Finanziario, interpellato su quali fossero i tassi da applicare dal 21° anno in poi, ha rilevato un legittimo affidamento del cliente sulla validità dei tassi d’interesse riportati sui buoni – più alti perché riferiti ad una serie precedente – e, dunque, dichiarato Poste tenuta al pagamento in favore del ricorrente degli importi calcolati sulla base delle condizioni riportate sul retro del titolo, oltre che al pagamento delle spese della procedura.

Stefania Battistini, Adiconsum Romagna

“Se si è in possesso di questa particolare serie di buoni postali, il consiglio di Adiconsum – ricorda Stefania Battistini di Adiconsum Romagna – è quello di non fermarsi nemmeno di fronte al rifiuto sistematico di Poste Italiane di rimborsare secondo i tassi riportati sul titolo e nemmeno se i buoni sono già stati riscossi. Gli uffici postali sono tenuti a rilasciare su richiesta le copie dei buoni incassati e la contestazione resta possibile. La differenza tra quanto liquidato dall’ufficio postale e quello a cui si ha invece diritto è, in questi casi, davvero rilevante”.

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